L’uragano Raymond – 41 giorni nell’Oceano Pacifico

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uragano
Fotografie: pixabay.com

Durante il corso della storia, il nostro pianeta ha ospitato vari disastri naturali, dai più piccoli ai più grandi. Per quanto possano essere affascinanti e spettacolari, disastri come eruzioni vulcaniche, terremoti, maremoti e molti altri ancora, possono essere altrettanto spaventosi. In questo articolo andremo a raccontare la forza degli uragani e la storia d’amore tra Tami e Richard, due innamorati che hanno subito la forza di un uragano.

Gli uragani

I cicloni sono uno tra i fenomeni atmosferici più potenti: sono perturbazioni a carattere rotatorio caratterizzate da venti violenti e piogge intense. A seconda del luogo in cui prendono origine, i cicloni assumono diversi nomi, nonostante si tratti dello stesso fenomeno atmosferico.

Gli uragani si sviluppano nella zona dell’Oceano Atlantico, nel Pacifico Settentrionale, nel Golfo del Messico e nel Mar dei Caraibi. Dando un’occhiata alla parola “uragano” si può notare che trae le sue origini dallo spagnolo huracán, mentre quest’ultima trae le sue origini da una voce indigena delle Antille hurakán che rappresentava il dio delle tempeste nella mitologia precolombiana. Solitamente gli uragani si formano durante l’estate oppure in autunno.

I cicloni propriamente detti sono venti che, oltre a soffiare in una direzione, contemporaneamente ruotano vorticosamente attorno al loro centro. I più noti sono i cicloni Tropicali, che si verificano cioè tra l’Equatore e i Tropici del Cancro e del Capricorno. Affinché un ciclone si formi sono necessari diversi fattori: temperatura delle acque marine superiore ai 26°C, un’intensa evaporazione, la presenza di un’area centrale di bassa pressione circondata da zone a pressione più elevata e venti confluenti.

In questo modo si crea un grande vortice a forma di imbuto che porta l’aria umida ad alta quota. Al centro del ciclone è presente una zona, relativamente calma e priva di nubi, che ha un diametro di 30 km e viene chiamata occhio del ciclone. La vasta regione circostante è quella in cui si scatena la tempesta vera e propria con venti che possono superare i 300 km/h, piogge e fulmini. In mare aperto, il ciclone crea onde gigantesche, mentre sulla terraferma rade al suolo le città costiere perdendo poi la sua energia. In Australia questi cicloni sono conosciuti con il nome di Willy-willies.

I tifoni invece si formano nel Mar della Cina e nell’Oceano Pacifico.

I tornado si verificano in prevalenza negli Stati Uniti d’America in concomitanza con l’arrivo della primavera. Il loro vortice d’aria a forma di imbuto sottile, unisce come una gigantesca corda la superficie del terreno alle nubi. Il tornado si sposta sul terreno a una velocità che di solito si aggira sui 50 km/h, ma al suo interno l’aria ruota a una velocità che può superare i 500 km/h: si intende in questo modo come possa distruggere tutto ciò che incontra.

Come misurare l’intensità di un’uragano – La scala Saffir-Simpson

Nel 1969 gli statunitensi Herbert Saffir e Robert Simpson hanno realizzato una scala per misurare l’intensità dei cicloni tropicali basata sulla velocità del vento. Se i venti superano i 117 km/h vengono considerati cicloni, ma se non li superano vengono considerati depressioni o tempeste tropicali. Questa scala presenta 5 categorie a seconda della potenza del vento e delle possibile distruzioni:

    Categoria I = venti da 118 a 153 km/h. I danni sono limitati a barche, alberi e tetti, con possibili inondazioni nelle zone costiere.
    Categoria II = da 154 a 177 km/h, i danni peggiorano e può essere necessario evacuare la zona costiera.
    Categoria III = venti  da 178 a 209 km/h;  danni alle case. Le zone costiere possono essere inondate dall’acqua fino a circa 4 metri.
    Categoria IV = da 210 a 240 km/h ; danni gravi alle case. Le inondazioni della costa superano i 6 metri oltre il livello normale. L’evacuazione della popolazione fino a 10 km di distanza verso l’entroterra è necessaria.
    Categoria V = è la più devastante, con venti superiori ai 250 km/h. Gli edifici vengono distrutti e le inondazioni sulla costa sono molto gravi. Gli abitanti entro i 16 km dalla costa devono evacuare la zona urgentemente.

 

L’Organizzazione Meteorologica Mondiale battezza gli uragani usando nomi femminili o maschili affinché il nome venga associato all’uragano e alla distruzione che ha portato con sé. Pertanto i nomi vengono scelti a seconda della stagione in cui si formano iniziando con la lettera A dell’alfabeto.

Alcuni degli uragani più disastrosi

Uragano Katrina

L’Uragano Katrina si è formato nell’agosto del 2005 e ha raso al suolo la costa degli Stati Uniti essendo stato registrato come uragano di V categoria. All’inizio una depressione tropicale si era formata nella zona meridionale delle Bahamas, ma nella sua traversata del Golfo del Messico e degli Stati Uniti, questa depressione si è trasformata in un uragano di V categoria causando gravi inondazioni, distruzione e perdita di molte vite. La città più colpita dall’uragano Katrina è stata New Orleans.

Uragano Harvey

L’uragano Harvey si è formato nell’agosto del 2017 e ha raggiunto il Texas con venti che superavano i 215 km/h. Come l’uragano Katrina, anche questo era originariamente una depressione tropicale, ma muovendosi e spostandosi verso il Golfo del Messico, è cresciuto in potenza diventando un uragano di IV categoria che ha causato gravi danni materiali e anche la perdita di vite.

Uragano Raymond

L’uragano Raymond si è formato nell’ottobre del 1983 ed è stato classificato di IV categoria nella scala Saffir-Simpson essendo un ciclone molto potente e distruttivo, con una velocità di 235 km/h. Come tutte le tempeste, anche Raymond era stato nominato originariamente come una tempesta tropicale, ma il 10 ottobre ha assunto le proporzioni di un uragano minacciando la costa del Messico, le isole Hawaii e la costa californiana a seconda di come si spostava. 

Tami Oldham Ashcraft e Richard Sharp e l’uragano Raymond

Oggi il film “Adrift” è molto conosciuto e può essere seguito anche sulla piattaforma Netflix. Il film tratta la storia vera della giovane 23enne Tami Oldham che è sopravvissuta all’uragano Raymond. Per coloro che guardano il film o le immagini turbolenti della tempesta fanno venire la pelle d’oca, ma Tami ha vissuto quest’esperienza in prima persona e dopo essere sopravvissuta 41 giorni alla deriva, ha deciso di raccontare la sua storia.

(…) ero appena scesa di sotto e avevo messo la mia imbracatura di sicurezza quando ho sentito Richard gridare “Oh mio Dio!” – aveva visto l’onda arrivare e poi ho sentito la barca capovolgersi mentre giravamo a 360°. Questa è l’ultima cosa che ricordo. – Tami Oldham

 

 

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Era a Tahiti quando ha incontrato Richard per la prima volta. I due si sono innamorati l’uno dell’altra come fosse stato amore a prima vista. Richard Sharp aveva 34 anni ed era un navigatore inglese. I due innamorati si sono imbarcati in un’avventura dalle Tahiti fino a San Diego a bordo della lussuosa Hazana. Purtroppo i due giovani marinai sono stati intrappolati nella furia dell’uragano Raymond, nonostante siano stati avvertiti della sua formazione e i loro tentativi di scappare.

Tami si era messa a riparo all’interno dell’imbarcazione, mentre Richard è caduto nelle acque dell’oceano furioso, a causa di un’onda gigantesca che ha capovolto la barca. Il giorno seguente, dopo che la tempesta è passata, Tami dopo aver ripreso nuovamente coscienza, si è ritrovata da sola a bordo della barca nel mezzo dell’Oceano Pacifico. Grazie alle sue abilità di navigazione, Tami è riuscita a sopravvivere 41 giorni alla deriva e ad arrivare alle isole Hawaii.

In questo film vediamo la giovane Tami che cerca di sopravvivere all’uragano e alla solitudine che il disastro le ha portato. Grazie alle allucinazioni con Richard come protagonista, Tami riesce a portare la barca nelle isole Hawaii, aiutata da Richard a non mollare e a continuare a sopravvivere.

Esistono diversi tipi di avventure, alcune, come quelle di Tami in cui si cerca di sopravvivere, altre, come in questo articolo, dove si cerca di superare il limite umano, ognuna avente uno scopo ben definito.

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