485 anni dalla morte di Anna Bolena, la famosa regina che ha cambiato l’Inghilterra

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Anna Bolena, Ana Bolena
The Tudors - Anne's Coronation © Nosferatu, YouTube

Traduzione: Valentina Leonte

Non è mai esistito un nome più amato, più temuto, più invidiato, più detestato, più odiato, in un’unica parola, più controverso di quello di Anna Bolena, la regina dell’Inghilterra degli anni 1533-1536. La giovane eroina romantica ha avuto un ruolo molto importante nella più grande rivoluzione culturale della storia europea.

Ma chi è stata questa figura-simbolo che ha portato cambiamenti sociali, politici e religiosi in Inghilterra?

Anche se è stata la seconda moglie di Enrico VIII, è stata la “prima” da molti altri punti di vista: la prima donna che ha causato il divorzio nella monarchia inglese (quello tra Enrico e la sua prima moglie, Caterina di Aragona), la prima regina d’Inghilterra incoronata con la corona di S. Edward (utilizzata fino a quel momento per incoronare solo i monarchi), la prima donna del regno grazie al matrimonio con Enrico, e la prima regina d’Inghilterra che è stata decapitata.

Sulle sue idee, sul suo modernismo, coraggio e potere si sono scritti moltissimi libri ed è stata rappresentata e descritta in film e serie TV come: The Tudors, The Other Boleyn Girl, Wolf Hall, Henric VIII and His Six Wives, nonostante gli sforzi di Enrico VIII di farla sparire del tutto dalla storia.

 

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Anna Bolena e Enrico VIII: legami pericolosi

I suoi studi sono stati seguiti dalle più influenti donne del secolo (la Regina Claudia d’Inghilterra, Margherita d’Angouleme, figlia di Luisa di Savoia, la Regina Maria Tudor di Francia, Caterina di Aragona) che gli hanno dato il coraggio per diventare una donna potente. La sorella di Anna Bolena, Maria è stata l’amante del re Enrico VIII, abituando la famiglia Bolena già da tempo ad avere una vita piacevole e confortevole. Anche se Maria era molto più bella di Anna, non è rimasta per molto la preferita del Re d’Inghilterra.

 

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Il momento culminante è stato il 4 marzo del 1522, quando Anna Bolena fa il suo debutto alla corte del re Enrico VIII, nel ruolo di Perseverance, uno dei personaggi dell’opera Château Vert, in onore degli ambasciatori imperiali. Anche se il suo aspetto fisico non seguiva lo standard femminile Tudoriano (occhi celesti, capelli biondi, pelle chiara), i suoi occhi penetranti, l’intelligenza accompagnata dalla stima di sè, hanno fatto innamorare fortemente Enrico, e sono anche riusciti a cambiare l’Inghilterra per sempre.

There’s something deep and dangerous in you, Anne. Those eyes of yours are like dark hooks for the soul. (The Tudors)

C’è qualcosa di profondo e pericoloso in te, Anna.

I tuoi occhi sono come dei ganci oscuri per l’anima.

(tratto dalla serie “The Tudors”) 

Donna ambiziosa o vittima?

Gli sforzi di Enrico per togliere la corona alla sua prima moglie, per far diventare Anna Bolena regina, li possiamo osservare nella replica della serie The Other Boleyn Girl (2008):

I have torn this country apart for YOU.

Ho distrutto questo paese per TE.

Questi atti mai visti in Europa, rappresentano l’inizio della separazione dell’Inghilterra dal Vaticano. Papa Clemente VII rifiutava assolutamente l’annullamento del matrimonio, così Enrico, su consiglio di Anna, si separa da Roma e crea la propria chiesa, la Chiesa d’Inghilterra. Essendo re, credeva fortemente che Dio lo avesse scelto e che quindi potesse ottenere da solo il divorzio.

La marchesa di Pembroke diventa, il 25 gennaio 1533, moglie di Enrico e il primo giugno del 1533, dopo che il primo matrimonio con Caterina viene reso nullo, la marchesa diventa l’ultima moglie di un monarca incoronato separatamente da suo marito. Lei, che fu l’amante di Enrico, diventa la sua regina, ma a soli 29 anni diventa vittima.

Il disonore di Anna Bolena

L’inizio della fine è la nascita, il 7 settembre 1533, del primo bambino reale che non fu il maschio promesso, ma una bimba: la futura regina Elisabetta I. Il motivo principale di divorzio tra Enrico e Caterina di Aragona, fu l’incapacità di quest’ultima di donare al Re un erede di sesso maschile, cosa che Anna gli aveva promesso anche dopo l’interruzione di due gravidanze.

Senza l’appoggio incondizionato di Enrico, che era diventato un frustrato e si era stancato di lei, Anna non era più amata da nessuno: né dal popolo, che molte volte la chiamava “prostituta disubbidiente”, nè dalla corte reale. La separazione da Caterina ha portato il popolo alla perdita di una regina fedele e generosa, a favore di una “prostituta” alleata del Diavolo, che ha portato senza scrupoli il Protestantesimo in Inghilterra.

 

La donna energica, forte, carismatica diventa così insicura, derisa e criticata dall’intera società. Il forte legame tra lei e il re, nato da un amore passionale, viene sostituito da menzogne, tradimenti e infine, dal gesto più crudele che possa mai fare un marito alla propria amata: la condanna a morte. Questo fatto va contro il suo motto “La più felice”.

Henry VIII: Have I made you unhappy ? Anne Boleyn: I will only be unhappy if you ever stopped loving me

(The Tudors)

Enrico VIII: Ti ho reso infelice?

Anna Bolena: Sarò infelice solo quando non mi amerai più.

(tratto dalla serie “The Tudors”)

Nel tempo in cui l’amore e la devozione di Anna crescevano, il re già conosceva la sua futura regina (Jane Seymour) e cercavano insieme un modo di allontanare Anna.

La verità mai detta su Anna Bolena

È stata una donna giovane, che ha sopportato molte ingiustizie per amore, ma a differenza di tutte le altre mogli di Enrico, non si è mai lasciata umiliare dall’uomo che ormai non la rispettava più. Indipendentemente della causa, Anna Bolena si è mantenuta e ha mantenuto con fermezza le sue idee in una società nella quale la donna si doveva sottomettere; se oggi non accettiamo nessun tipo di sottomissione, lo dobbiamo ad Anna Bolena, che ha lottato fino a perdere la vita.

Anche se suo marito: l’aveva tradita varie volte, ha torturato molte persone, ha distrutto destini, è lui che insieme alla storia considera Anna Bolena un demone, a causa della sua forza. Tutto ciò anche se lei gli è stata sempre fedele e ha lottato per il bene della società.

Dopo molti secoli, nei quali la più famosa donna del XVI secolo è stata raffigurata come una manipolatrice, strega e materialista da tutti i libri di storia, è Hayley Nolan che attraverso il suo  il libro Anne Boleyn: 500 Years of Lies (Anna Bolena: 500 anni di menzogne), offre ai lettori un’altra visione della sua vita, mettendo in evidenza anche gli sforzi umanitari, religiosi e politici della regina.

Due mesi prima di essere giustiziata, Anna Bolena è stata coinvolta nell’adozione di una legislazione a livello nazionale, intitolata “La legge della povertà” che indicava che gli ufficiali locali dovevano cercare lavoro per tutti i disoccupati. La legge prevedeva la creazione di un nuovo governo che rivaleggiasse quello guidato da Cromwell:

Non era una prepotente spietata o seducente; lei è stata di fatto una persona politica che è morta per aver promosso nel governo questa legge radicale contro la povertà.

Se la creazione di questa legge è stata per molto tempo attribuita a Cromwell, l’implicazione di Bolena è stata riconosciuta dal Parlamento del Regno Unito a novembre del 2019. “La sua storia è ora più importante che mai, perché è stato un politico dimesso” dice Nolan. “Questo fatto succede anche nei nostri giorni, per questo dobbiamo sapere cos’è successo veramente e ci dobbiamo assicurare che la brutta storia non si ripeta”.

La morte della regina e l’inizio di una leggenda

Al suo destino (tragico), interrotto in 19 maggio 1536, si è legato anche il destino di tutta l’Inghilterra. Incarcerata nella Torre di Londra il 2 maggio 1536 per adulterio e tradimento (e decapitata nello stesso posto il 19 maggio), Anna Bolena pronuncia le ultime parole al popolo inglese:

“Ho vissuto come una regina e come una regina muoio (…)!”

Anna Bolena è stata una delle più importanti e influenti donne del XVI secolo. È diventata da semplice amante la regina d’Inghilterra. Anna è stata ripagata per questo con affetto, ricchezza, influenza, popolarità e potere, ma poi in un secondo ha perso tutto.

 

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Gente fedele, sono venuta qui per morire, la legge dice che devo essere giudicata e quindi non mi oppongo. Se questa fine mi è stata data da Dio, non sto ora ad accusare nessuno e non sto neanche a parlare dei motivi per i quali mi trovo qui, prego solo  Dio per la pietà del re.

Mi auguro che Dio offra al re una vita lunga sul trono, perché non esiste uomo più gentile e delicato: e con me è sempre stato un buon sovrano.

E se qualcuno si interesserà della mia causa, gli chiederò di giudicare con benevolenza. Vi dico addio e vi chiedo di pregare per me.

(chroniques-histoire.com) 

 

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Fonti:

 

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