Perché il karate è lo sport perfetto? – Intervista con Giulia Lovin, campionessa europea e mondiale di Kohai

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Giulia Lovin
Oggi parleremo con Giulia Lovin, una giovane ragazza che conosce tutti i segreti del karate. Il karate è in realtà un’arte marziale giapponese che insegna, a chi pratica questo sport, varie tecniche di autodifesa.

 

Giulia Lovin è studentessa presso la Facoltà di Lingue e Letterature Straniere dell’Università di Bucarest, ma la sua grande passione resta il karate, sport che pratica da quando aveva 6 anni. Giulia ci ha raccontato che ha iniziato a praticare il karate in Italia, da piccola, ed è stato amore a prima vista sin dal primo allenamento. Ricorda ancora il primo kimono e la palestra. Lì ha trascorso buona parte della sua infanzia, le piaceva così tanto che trascorreva 4 ore al giorno ad allenarsi.

Ha scoperto il karate a scuola, grazie ad una dimostrazione realizzata dal maestro che aveva a quel tempo; le aveva mostrato una moltitudine di mosse e salti. Fin dai primi momenti le era sembrato interessante, motivo per cui ha iniziato ad allenarsi subito. Il karate l’ha aiutata a svilupparsi, a diventare disciplinata, calcolata e coraggiosa, le ha insegnato che i migliori risultati si ottengono attraverso il lavoro e lo sforzo. Grazie al coraggio acquisito, ha potuto impegnarsi in diverse attività. Ad esempio, attualmente è redattore volontaria presso la rivista Holistic Multilingual Magazine dove scrive e traduce articoli in italiano e rumeno.

Ci racconta che ha conosciuto colleghi straordinari, che l’hanno aiutata nella scrittura e nella traduzione degli articoli. L’hanno resa ambiziosa di diventare migliore e più attenta, sono stati pazienti con lei e le hanno mostrato la passione per il loro lavoro. Quello che più le piace della sua squadra è che tutti sono gentili e si incoraggiano a vicenda. L’Holistic Multilingual Magazine è anche un progetto educativo, con molti articoli su luoghi da visitare, storia, film, musica, letteratura, ecc. Consiglia vivamente di fare volontariato e di visitare il sito web della rivista.

Ciao Giulia, poichè vogliamo conoscerti meglio, raccontaci di te.

Giulia Lovin: Ciao, sono Giulia, ho 20 anni e pratico il karate da molti anni. Ora faccio parte del team Aiko Bucharest, affiliato al Dipartimento di Karate SKDUN all’interno della Federazione Rumena di Arti Marziali (FRAM). Ho vinto numerosi premi e sono diventata Campionessa Nazionale all’età di 9 anni. Recentemente sono diventata campionessa nazionale, europea e mondiale di Kohai.

Attualmente mi sto preparando per il Campionato Mondiale che si svolgerà in autunno in Repubblica Ceca, sono molto emozionata e non vedo l’ora di salire sul tatami. Mi alleno soprattutto in kata e in  kumite, sono le 2 componenti del karate che mi piacciono di più, perché in kata la lotta con l’avversario immaginario mi prepara al kumite, la lotta con un vero avversario. Ho la sensazione che questa volta la competizione sarà più dura, a pari merito, perché alla cintura marrone le cose diventano più difficili, con avversari forti e con prove complesse, ma sono pronta ad ottenere un buon risultato.

Cosa ti ha spinto a continuare a praticare questo sport, anche dopo che i tuoi studi ti hanno portata su una strada diversa?

Giulia Lovin: Ho una grande passione per questo sport, è il mio momento di sfogo e di distensione emotiva. 2 anni fa pensavo di chiudere questo capitolo, ma con il supporto e la fiducia dei miei genitori sono riuscita a continuare su questa strada e per questo li ringrazio.

Come ogni atleta, mi sono prefissata degli obiettivi e uno di questi è raggiungere la cintura nera. Ho molta strada da fare, se per alcuni non è qualcosa di importante per me lo è e la pausa che ho avuto ha reso tutto molto difficile da raggiungere, ma non impossibile. Un altro obiettivo è diventare Campionessa Mondiale nel Senior e  vincere più premi possibili.

Sappiamo che la vita degli atleti è dura, se dovessi rifare tutto da capo, sceglieresti lo stesso percorso?

Giulia Lovin: Sì, sceglierei lo stesso percorso. L’unica cosa che cambierei è la pausa che ho avuto al liceo. Durante gli studi liceali non ho potuto più allenarmi e questo non perché avessi subito un infortunio per il carico di lavoro a scuola, ma perché il Karate Shotokan non si pratica nella città da cui provengo. Posso dire di aver perso gli anni più importanti della mia vita da atleta, ma sono tornata con nuove forze e sono pronta a migliorare.

Lo sport è come una grande famiglia, conosci persone talentuose e speciali, che ti aiutano quando hai bisogno, sono al tuo fianco nelle competizioni e sono sempre pronte a sostenerti. Gli stage sono i periodi più belli dell’anno, perché lì trascorriamo del tempo insieme, e oltre agli allenamenti, la sera, ci riuniamo tutti per divertirci con ogni tipo di attività.

Sappiamo che sei studentessa al secondo anno e che hai un programma di studio piuttosto carico. Come riesci a dividerti tra l’università, lo sport e il volontariato?

Giulia Lovin: I requisiti sono impegnativi da tutte le parti, soprattutto quando si vuole essere bravi in ​​tutto, ma se mi organizzo riesco a farli bene. Il periodo degli esami è il più difficile perché devo rinunciare a degli allenamenti. Ad esempio, se di solito faccio tre o quattro allenamenti a settimana, durante gli esami ne faccio solo due.

Com’è la giornata di un’atleta performante?

Giulia Lovin: Le mie giornate da atleta sono normali, non posso dire di avere una determinata routine. Cerco di allenarmi il più possibile, trovare tempo per l’università, uscire con gli amici e divertirmi. In breve, mi piace avere una vita attiva.

Ora che si avvicina il Campionato Mondiale, mi sto allenando molto e sto cercando di prendermi cura della mia alimentazione e di riposare per essere in forma ed efficiente in palestra. Nel karate i dettagli sono i più importanti, fanno la differenza, è così che si vede chi è il migliore, e per questo devo allenarmi e dare il massimo, ripetere molto le tecniche, i movimenti e le posizioni.

C’è qualcos’altro che vuoi dirci in chiusura?

Giulia Lovin: Un proverbio che ho sentito dal mio primo maestro: “Suki koso mono no jouzu nare” che significa “Diventa brava in ciò che ti piace”.

Un consiglio che posso dare ai genitori è quello di incoraggiare i propri figli a praticare uno sport come il karate, perché li aiuta nella vita e anche ad uscire da situazioni spiacevoli, soprattutto per le ragazze. Ad esempio, consiglio di allenarsi nella disciplina del Kumite. Il kumite è una delle 3 componenti del karate, oltre al kata e al kihon, il combattimento con un partner è basato su tecniche di pugno e piedi. Li aiuta a pensare velocemente, a sviluppare i riflessi, ad avere coraggio e fiducia in sé stessi.

 

 

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