COVID-19 e l’influenza spagnola: 100 anni tra pandemie che hanno cambiato il pianeta

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covid-19, Gripe Espanhola
pixabay.com

Traduzione: Beatrice Rădulescu

Ogni 100 anni affrontiamo una pandemia che devasta l’intero pianeta e il numero delle vittime aumenta in modo significativo con ogni catastrofe epidemica. Possiamo dire che la storia si ripete, perché oggi ci troviamo di fronte ad una nuova pandemia: COVID-19.

In questo articolo parleremo del COVID-19, dell’influenza spagnola e dei 100 anni tra le pandemie che hanno cambiato il mondo.

 Cronologia 

  • 1720 Epidemia di peste bubbonica (la Grande Peste a Marsiglia), circa 100.000 di morti
  • 1820 Epidemia di colera, circa 30.000 di morti
  • 1920 Influenza spagnola, circa 50-100 milioni di morti
  • 2020 – La pandemia di Coronavirus (COVID-19), 2.8 milioni di morti (finora)

Le somiglianze e le differenze tra l’influenza spagnola e il COVID-19

  • Gli effetti negativi dell’influenza spagnola erano rivolti alle persone comprese tra i 20 e i 30 anni, che sono i più vulnerabili. Perché? La pandemia del 1889-1890 è stata data dal primo virus influenzale (l’influenza russa),sono stati colpiti i giovani nel 1920, che ha causa del virus hanno avuto un sistema immunitario indebolito e sensibile all’infezione.
  • Oggi, i più colpiti dalla pandemia COVID-19 (SARS-CoV-2) sono gli anziani e coloro che soffrono di varie malattie croniche come: malattie cardiache, diabete, malattie polmonari e malattie autoimmuni
  • Nel 1920, le risorse mediche erano limitate e la comprensione e il trattamento dell’influenza attraversavano un processo difficile. Ora sono state fatte una serie di scoperte per quanto riguarda la lotta contro il virus (il vaccino).
  • L’influenza spagnola è finita nel 1920 e la pandemia di coronavirus è iniziata nel 2020, dopo un periodo di esattamente 100 anni.

L’evoluzione dell’influenza spagnola

I primi casi d’influenza spagnola furono scoperti il ​​4 marzo 1918 in una base militare in Kansas, USA, “Camp Funston”. L’influenza ha “spazzato” il pianeta in tre ondate successive, la seconda ondata essendo la più devastante. L’influenza spagnola è stata considerata dai virologi un’influenza aviaria, che ha avuto subito alcune mutazioni e ha superato le barriere del normale, dagli uccelli all’uomo.

Fu trasportata in tutto il mondo dalle truppe che combattevano alla fine della Prima Guerra Mondiale. Coloro che avanzavano in battaglia erano uccisi dal virus e quelli che sopravvivevano nelle trincee portavano il virus a casa quando andavano in licenza. È stato stimato che circa il 20-50% della popolazione del pianeta soffriva di questa malattia e che il tasso di mortalità fosse compreso tra il 2,5 e il 5%, a seconda del paese.

Nel 1918, la popolazione del pianeta era di 1,8 miliardi di persone. L’esito decimante si fece sentire nel 1920, quando, dopo la pandemia, il mercato e il tasso di lavoro calarono drasticamente a causa del fatto che un gran numero di vittime erano uomini e donne di età compresa tra i 15 e i 45 anni. Circa un terzo delle persone sul pianeta si sono ammalate.

Etimologia

Il nome influenza spagnola deriva dal fatto che l’influenza ha ricevuto più attenzione dalla stampa spagnola che nel resto d’Europa. La Spagna è stato uno dei paesi più colpiti, con 8 milioni d’infetti e oltre 300.000 morti.

L’influenza ha ucciso circa 25 milioni di persone solo nelle prime 25 settimane, oltre all’AIDS, che ha causato 25 milioni di morti in 25 anni.

Nello stesso paese, la seconda ondata di contagi è stata più pericolosa della prima, che ha coinciso con l’allentamento delle limitazioni al traffico. Di conseguenza, in inverno sono scoppiate sempre più infezioni.

Durante l’assedio, a causa della sovrapposizione tra crisi politica e crisi sanitaria causata dall’organizzazione delle elezioni parlamentari, nella capitale mancavano i medicinali. I media riportano che i liberali hanno commesso imbrogli elettorali, mentre i partiti di opposizione hanno chiesto la cancellazione delle elezioni.

Allo stesso tempo, “la malattia si sta diffondendo” e i proprietari di hotel e ristoranti hanno minacciato di chiudere le loro porte se non si conformavano alle misure del governo per “dichiarare malattie infettive”. (- Universul, gironale rumeno)

Informazioni sulla pandemia di coronavirus (COVID-19)

Il nuovo ceppo di coronavirus è stato scoperto per la prima volta a Wuhan, in Cina, nel gennaio 2020. Ora si chiama COVID-19 e ha causato malattie respiratorie acute. L’epidemia ha lasciato la Cina e si è diffusa in tutto il pianeta. I focolai principali sono stati inizialmente in: Cina centrale, Italia, Corea del Sud e Iran.

Se hai letto questo articolo con interesse, puoi scoprire un’altra vista su questi tempi in  – La pandemia in 3 atti.

Il 12 dicembre 2019: nel centro di Wuhan è apparso un gruppo di persone con una polmonite inspiegabile, la polmonite che colpisce principalmente i proprietari delle bancarelle che lavorano nel mercato del pesce nel sud della Cina e vendono animali vivi.

Successivamente, gli scienziati cinesi hanno identificato un nuovo tipo di coronavirus, chiamato 2019-nCoV, e hanno scoperto che il virus è simile per almeno il 70% al gene SARS-CoV. Alcune ipotesi indicavano che il virus provenisse da un pipistrello, i ricercatori hanno spiegato che i pipistrelli sono gli unici mammiferi che possono volare, consentendo loro di diffondere la malattia in gran numero. Non si sa esattamente, tuttavia, quale sia l’animale portatore (paziente 0) che ha avviato la trasmissione della malattia.

L’11 marzo 2020: l’Organizzazione mondiale della sanità dichiara ufficialmente una pandemia di coronavirus.

I vaccini contro il coronavirus

I vaccini non faranno sparire la malattia, né potranno proteggere il corpo umano al 100%. Sono efficaci al 95%.

Dal marzo 2021 sono apparsi una serie di vaccini con differenti azioni sull’immunità

  • I due vaccini a RNA: Pfizer-BioNTech e Moderna.
  • Vaccini convenzionali inattivati: BBIBP-CorV, CoronaVac, Covaxin e CoviVac.
  • Vaccini virali: Sputnik V, Convidecia, Oxford – AstraZeneca e Johnson & Johnson (anche gli ultimi due diffusi nel nostro paese)
  • Vaccini a subunità proteica: RBD-Dimero e EpiVacCorona

Quando finirà la pandemia?

Il dottor Almirante ha dichiarato che la pandemia finisce quando non ci saranno più malattie infettive incontrollabili tra le comunità e i casi saranno a un livello estremamente basso. Oggi questo è impossibile, poiché vengono segnalati sempre più casi.

Fonti:

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