Frida Kahlo, la tragica vita della pittrice messicana

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Frida Kahlo
Pixabay.com

Traduzione: Diana Caragea

Nata e deceduta a Ciudad di Messico, Frida Kahlo (6 luglio 1907- 13 luglio 1954) é nota per i suoi dipinti surrealisti, il matrimonio tumultuoso con un altro artista, un attivista communista chiamato Diego Rivera, il suo buon gusto nel vestire, completato da una caratteristica che l’ha resa inconfondibile: il famoso monociglio.

Frida Kahlo visse in un periodo quasi nuovo: la prima metà del Novecento. Frida Kahlo de Rivera rimase nella storia grazie al suo carattere particolare e forte, riuscendo a trasformare il dolore fisico ed emotivo, insieme con la frustrazione personale, integrandolo nel suo processo creativo, estetico, nella bellezza dell’arte.

 

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Frida Kahlo: Una vita  tumultuosa

Si cambiò la data della nascita dal 1907 al 1910 per mostrare l’allineamento ai principi della Rivoluzione Messicana. Sebbene non visse in una società ideale per le donne, Frida Kahlo ebbe un destino tetro da diversi punti di vista.

In infanzia é stata piena di energia e spontaneità, ma a soltanto 6 anni cominciano i problemi di salute che diventarono più gravi e che si portó dietro per tutta la sua vita. Le é stata diagnosticata la poliomielite. La malattia le ha lasciato le gambe sproporzionate, costringendola a nascondere i suoi difetti fisici sotto vestiti e gonne lunghe.

Nonostante questi problemi, dal punto di vista dell’intelligenza era tanto abile: i suoi risultati accademici l’hanno portata al miglior liceo del Messico, a Preparatoria, dov’era una delle 35 ragazze ammesse, i restanti 1965 essendo ragazzi. L’intelligenza e la creatività l’hanno aiutata a farsi amicizie solide in questo periodo; il gruppo di amici si chiamava “Los Cachuchas”.

La storia del tragico amore tra Frida Kahlo e Diego Rivera

Una delle più memorabili citazioni è:

There have been two great accidents in my life. One was the trolley, and the other was Diego.

(Ho subito due grandi incidenti nella mia vita, uno in cui un tram mi ha investito e l’altro è stato Diego.)

Il primo fa riferimento all’incidente avuto a 18 anni e che l’ha lasciata quasi paralizzata, colpendo la colonna, le costole, la gamba e il fianco. Infatti, i medici che l’avevano curata in ospedale consideravano improbabile la sua sopravvivenza a questo incidente, ma Frida era una lottatrice.

Uscita dalle grinfie della morte, chiese a suo padre sul letto di ospedale di comprarle materiali per la pittura, così nacque il suo primo dipinto chiamato “L’autobus”.

 

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Il secondo sbaglio dalla sua vita fu il suo matrimonio con Diego Rivera, conosciuto quando aveva soltanto 22 anni e cercava l’opinione di un’artista con esperienza nel campo. Sebbene questo avesse una brutta reputazione per i suoi matrimoni terminati a causa della sua infedeltà, si creò una forte connessione tra i due.

I’m physiologically incapable of fidelity.

(Fisiologicamente, non sono in grado di essere fedele.)

– ALFRED MOLINA nel ruolo di Diego Rivera (Frida 2002)

Il matrimonio, condannato sin da quando fu formalizzato, ha seguito il corso che tutti si aspettavano:

Diego Rivera: I told you who I was when you married me.

Frida Kahlo: Yes, you did, and I married you anyway. And, you promised to be loyal. You have been my comrade, my fellow artist… my best friend.

(Diego Rivera: Te l’ho detto chi sono io quando mi hai sposato.

Frida Kahlo: (Si, me l’hai detto, e ti ho sposato comunque. Inoltre, mi hai promesso fedeltà. Sei stato il mio compagno, il mio collega artista. . . il mio miglior amico.)

– Frida (2002)

Impetuosa ma appassionata

Frida non é stata da meno: bisessuale, comunista, pittrice messicana che ebbe relazioni amorose con il rivoluzionario Leon Trotski, rifugiato nella sua casa, con il poeta Vladimir Maiakovski e la cantante messicana Chavela.

Diego Rivera: You’ve broken my heart, Frida.

Frida Kahlo: It hurts doesn’t it? But why?

(Diego Rivera: Mi hai spezzato il cuore, Frida.

Frida Kahlo: Fa male, vero? Ma perché?)

                                                                                      Frida (2002)

Addolorata dall’infedeltà di suo marito e trovandosi costantemente in uno stato di dolore a causa dei disturbi alle ossa, Frida pensava che la sua fonte vitale venisse dall’arte:

If you’re a real painter, you’ll paint because you can’t live without painting. You’ll paint till you die. 

(Se sei un pittore vero, dipingerai perché non puoi vivere senza. Dipingerai fino alla morte.)

  Diego Rivera, Frida (2002)

Però, al di là del desiderio di esorcizzare i demoni interiori mediante la pittura, la sua anima concepisce una famiglia unita. Era una vera amante degli animali, una non convenzionale potremmo aggiungere: aveva cani, scimmie, pappagalli e piccioni come animali da compagnia nella “Casa Blu”.

 

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Per mettere su una famiglia completa, Frida voleva diventare madre. Rimase incinta diverse volte, ma tutti i suoi sforzi si conclusero tragicamente a causa dell’incidente in adolescenza e dello stress.

L’arte imita la realtà

Frida era abituata a dipingere dal suo letto a causa dei suoi problemi di salute, dipingendo più di 55 autoritratti con l’aiuto del supporto speciale fatto da suo padre.

 

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Una delle sue più dolorose ed espressive opere fu dipinta dopo la perdita di una gravidanza all’ospedale di Detroit nel 1932. La relazione bizzarra tra lei e Diego si manifestò in tradimento, ma Diego agì come un marito e buon amico in situazioni di crisi, essendo accanto alla pittrice nelle innumerevoli volte in ospedale.

Lui le ha portato il materiale per poter esprimere le sue emozioni crude e sconvolgenti mediante il disegno. Il dipinto chiamato “Henry Ford Hospital” è la definizione dell’arte simbolica, surrealista. Il quadro cattura l’artista in una postura intima e contorta, per mostrare il dolore che sta attraversando, anche gli elementi nella foto catturano la causa, le procedure e l’effetto finale: la perdita del bambino non ancora nato a causa dell’incidente e del tempo che sta correndo lentamente per prolungare la sofferenza e tenerla ancorata in un presente terribile. 

 

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Sebbene divorziò da Diego nel 1939, un anno dopo questo le chiese la mano ancora una volta per i problemi di salute che cominciarono ad aggravarsi, desideroso di essere con Frida fino alla fine. Subì diverse operazioni senza successo e perse la gamba a causa della cancrena. Nello stesso anno, 1953, ha avuto luogo la prima mostra dei suoi dipinti in Messico.

La perdita del membro destro e la comprensione del fatto che non potrà mai esaudire il sogno di aver bambini l’hanno fatta cadere in depressione, riferendosi alla morte come un’esperienza liberatrice nel suo diario:

I hope the exit is joyful. And I hope never to return.

(Spero che la partenza sia gioiosa. E che non tornerò mai.)

Partecipò a molte mostre dal suo letto, provando tuttavia a mantenere una traccia di ottimismo in quei momenti dolorosi.

  Feet.. why do I need you for if I have wings to fly?

(Gambe mie… Che cosa mi servite se ho ali per volare?)

 Frida Khalo

Dolore sublime

Gli anni ‘40 rappresentarono per la Kahlo il dolore e l’arrivo della morte, sentita da subito e usata come tema ricorrente nelle sue opere d’arte. Morì a 48 anni, ma la sua eredità comprende degli impressionanti dipinti pieni di simbolismo e la casa in cui visse, trasformata in un museo in suo onore.

 

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I suoi dipinti non rappresentano una realtà idealizzata, persino la verità nuda e cruda su delusione, illusioni, perdita e malinconia, così ogni spettatore, indipendentemente dal periodo, può ritrovarsi nell’opera di Frida, la pittrice messicana che visse e respirò arte.

At the end of the day, we can endure much more than we think we can.

(Alla fine della giornata, possiamo sopportare molto più di quanto pensiamo.)

Se ti interessa leggere sul famoso pittore Caravaggio, clicca qui.

Fonti:

 

 

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