20 settembre 1870 l’unificazione nazionale dell’Italia: La Breccia di Porta Pia

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unificazione
Foto: pixabay.com

L’Unità d’Italia, secondo il termine italiano Risorgimento, fu il risultato di un processo sociale, politico e amministrativo che alla fine portò all’unificazione degli stati della penisola italiana in un’unica nazione: l’Italia.

Dopo la sconfitta della rivoluzione del 1848-1849, la penisola rimase frammentata, essendo, per la maggior parte, una soggiogatrice straniera. Lombardia e Venezia continuarono a far parte dell’Impero asburgico.

 

A Parma, Modena e Toscana, i monarchi furono restaurati con l’aiuto dell’esercito austriaco, che presto annullò le costituzioni del 1848.

Gli eserciti asburgici occuparono la Romagna, che faceva parte dello Stato Pontificio. Papa Pio IX fece si che le truppe francesi restassero a Roma. In tutti questi stati si instaurò un regime autoritario.

Naturalmente la frammentazione dell’Italia e la politica conservatrice dei monarchi limitarono l’ascesa economica degli stati del paese. Si forma un mercato unico. Tutto ciò contribuì alla formazione delle condizioni ottimali per l’unificazione dell’Italia e la sua liberazione dal giogo dell’Impero asburgico.

L’unificazione del Paese per il popolo ebbe una particolare importanza storica, accelerando lo sviluppo economico e culturale, l’Italia divenendo uno stato moderno.

 

Il Risorgimento fu il movimento politico e sociale del XIX secolo che portò al consolidamento di vari stati della Penisola italiana in un unico stato, il Regno d’Italia.

Ispirato dalle ribellioni del 1820 e del 1830 contro l’esito del Congresso di Vienna, il processo di unificazione fu accelerato dalle rivoluzioni del 1848, e si concluse nel 1871, quando Roma fu ufficialmente designata capitale del Regno d’Italia.

L’unificazione è ancora oggetto di dibattito

Secondo Massimo d’Azeglio, secoli di dominazione straniera hanno creato notevoli differenze nella società italiana, e il ruolo del governo appena formato è stato quello di affrontare queste differenze e creare una società italiana unificata.

Ancora oggi, la citazione più famosa di Massimo d’Azeglio è:

L’Italia è fatta. Restano da fare gli italiani.

A giugno 1861, poco dopo la formazione del Regno d’Italia, il conte di Cavour muore improvvisamente. Il periodo successivo è stato caratterizzato da instabilità governativa (9 governi cambiati in 9 anni).

Il Risorgimento sembra a prima vista il successo di uno stato regionale, che riesce ad assorbire l’intera penisola, imponendo il proprio re e le proprie leggi. Il ruolo di Cavour in questo processo è molto importante, senza il quale questo movimento culturale, che ha coinvolto principalmente intellettuali, borghesi e studenti, non sarebbe mai avvenuto.

Il Piemonte, lungi dall’essere una potenza militare, era uno stato economico evoluto e liberale rispetto ad altri stati della penisola.

Vittorio Emanuele II tentò di unificare l’Italia attraverso guerre e manovre diplomatiche. Accettò l’offerta della Prussia di prendere parte alla guerra contro l’Impero austriaco, a condizione che gli fosse restituita Venezia.

Al Trattato di pace di Vienna seguì una degradante procedura per il trasferimento di Venezia alla Prussia, che la cedette poi all’Italia. Il trattato di pace di Venezia provocò rivolte in Italia. Garibaldi e i Democratici non riconobbero i termini del trattato, ma Vittorio Emanuele si sottomise alle condizioni dettate dalla Prussia e dall’Austria. Così, solo Roma rimase fuori dai suoi confini. Fu solo nel 1870, a seguito della guerra franco-prussiana e della sconfitta di Sedan, che l’esercito francese fu richiamato da Roma.

Il 20 settembre 1870 le armate italiane, dopo una breve battaglia, entrarono a Roma, la quale nell’estate del 1871 divenne capitale del paese. Si completava così la formazione dello Stato nazionale italiano. La dipendenza dell’Italia dall’ Austria e il potere secolare del Papa cessarono. 

Sebbene l’anno 1870 segnò la piena unità d’Italia, al di fuori dello stato rimasero altri territori abitati da italiani, l’Alto Adige (Trentino) e il porto di Trieste.

Il problema di queste regioni fu risolto solo dopo la prima guerra mondiale quando furono attribuite all’Italia.

Fonti:unificazione unificazione

 

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